CONGRESSO INTERNAZIONALE DESNORTADAS. TERRITORI DEL GENERE NELLA CREAZIONE ARTISTICA CONTEMPORANEA

RICHIESTA DI CONTRIBUTI: Il Congresso Internazionale Desnortadas. Territori del genere nella creazione artistica contemporanea, organizzato dall’Università di Malaga, si propone di ripensare, da una prospettiva femminista e LGTBIQ+, gli assi e le coordinate che articolano i discorsi, le mostre e tutti gli altri aspetti del sistema dell’arte e delle pratiche artistiche contemporanee. Questi assi e queste coordinate organizzano, sia dal punto di vista spaziale e geografico, sia dal punto di vista discorsivo e metaforico, la nostra comprensione di queste pratiche e di questi sistemi; quali artisti sono considerati rilevanti e quali no; chi è incluso o trascurato; e in base a quali direzioni cardinali e questioni concettuali sono definiti. Perché ogni nord può diventare il sud di un altro nord più a nord, e ogni sud è, di fatto, un nord per un altro sud. Per questo motivo si ritiene fondamentale sfidare e disorientare, persino perdere questo tipo di riferimenti, per superare le lacune e gli ostacoli che possono impedire l’emergere di saperi alternativi.

Da un lato, saranno affrontati i discorsi testuali della storiografia, della critica d’arte e degli scritti degli artisti stessi. In particolare, come vengono costruiti questi discorsi e come si relazionano con le opere d’arte. In questa linea ci proponiamo di perdere attivamente il nord del canone, di disorientare il suo inquadramento da una prospettiva femminista, per evidenziare i contributi che si possono trovare al di fuori dei centri di legittimazione, prestando particolare attenzione alle opere delle donne artiste, così come ai modi in cui si intrecciano altre reti situate, reti che ci permettono di considerare altre pratiche, collettivi o materiali.

Dall’altro lato, cercheremo il disorientamento femminista dei discorsi sulle mostre come spazi di incontro tra arte e pubblico, generatori di significati e significanti. Saranno accettate proposte che studiano le mostre legate ai femminismi e alle questioni LGTBIQ+, così come le mostre di donne e artisti queer nelle gallerie, nei musei e nei media, e studi su come queste vengono ricevute e lette. Questa linea di ricerca analizzerà i discorsi promossi dalle collezioni museali e dalle modalità di collezionismo, le strutture create per integrare l’arte nello spazio pubblico e i formati mediatici. Tutto ciò terrà conto sia di una critica femminista o queer dei modi in cui questi discorsi escludono alcuni collettivi, artisti, ecc. sia delle reazioni e delle resistenze che sorgono di fronte ad essi.

Per rispondere a questi approcci, saranno accettate proposte che si inseriscono, tra l’altro, nelle seguenti linee di ricerca:

  • Analisi critiche dell’influenza che i discorsi artistici egemonici prodotti dal centro sono stati in grado di esercitare su ciò che sentono distante ed estraneo, ciò che è considerato periferico, attraversato dal genere, esotico o delocalizzato.
  • Ri-significazioni politiche di immagini e oggetti che offrono riletture di cliché e discorsi sull’altro, l’altra, le identità nazionali, l’altro/a islámico/a e musulmano/a, l’altro/a africano/a, l’altro femminile, tutti i tipi di identità al di fuori degli schemi eteronormativi.
  • Contributi femministi critici e costruttivi che, da luoghi lontani dai centri di legittimazione artistica, propongono decostruzioni delle strutture egemoniche e forniscono visioni di possibili nuovi approcci, prendendo le distanze dai sedicenti centri e tessendo reti sitúate altrove.
  • Le relazioni tra artisti, soprattutto donne, o sistemi non egemonici che, essendo interpretati come periferici, non hanno ricevuto studi rilevanti. Vale a dire, assi disorientati che si costruiscono come forme di contatto tra reti di scambio di scritture e modi di fare storia e, potenzialmente, modi di creare nuove teorie dell’arte, alternative a quelle canoniche.
  • La rivendicazione e la valorizzazione delle cosiddette «arti minori» e di altre forme di espressione artistica relegate ai margini dai discorsi egemonici e ufficiali perché considerate femminili o esotiche.
  • Pratiche artistiche e culturali che articolano altri modi di comprendere, presentare, curare e vivere l’ambiente, tenendo conto delle sue condizioni e di coloro che lo abitano, umani e non umani.
  • Studio di altre forme di ricezione e articolazione, con particolare attenzione alla presenza dei corpi e dei sensi.
  • Analisi discorsivi delle mostre, in particolare di quelle dedicate alle donne o che sollevano questioni femministe e LGTBIQ+, postcolonialità e sessualità diverse, per cercare di capire se sono in grado di produrre coordinate disorientate o se ribadiscono gli assi centro-periferia esistenti.
  • Proposte curatoriali e di programmazione che creano reti di collaborazione per ripensare la logica eteropatriarcale e centralista del sistema dell’arte, o che sovvertono i discorsi canonici da prospettive situate, locali, femministe e queer.

Informazione

Modalità e presentazione di proposte e comunicazioni

Gli abstract delle proposte dovranno avere un massimo di 300 parole nelle lingue del congresso (spagnolo, inglese, francese e italiano). Le proposte devono essere inviate per e-mail a congresodesnortadas@gmail.com .

Lingue del congresso

Spagnolo, inglese, francese e italiano.

Calendario

• Invio delle proposte: dal 1° settembre al 1° novembre 2022.

• Comunicazione dell’accettazione: 2 dicembre 2022.

• Presentazione delle proposte scritte (bozza quasi definitiva con un massimo di 8000 parole): 25 aprile 2023.

• Congresso: Málaga, 25-27 maggio 2023.